Indagata l'azienda degli ostaggi italiani: peggio di mercenari!!??

Quali sono esattamente le attività della Presidium, la società di sicurezza intestata all'ostaggio Salvatore Stefio, ma che aveva portato in Iraq anche il barese Umberto Cupertino? E' questa la domanda attorno a cui gira l'inchiesta appena aperta dalla procura di Bari e coordinata dal procuratore aggiunto Giovanni Colangelo. Tre le ipotesi di reato a carico di ignoti: omicidio volontario per l'uccisione di Fabrizio Quattrocchi, sequestro di persone e «arruolamenti non autorizzati a servizio di uno stato estero». L'ultimo elemento è lo stesso su cui, da la scorsa settimana lavora la procura di Genova. Qui i magistrati hanno appena deciso di iscrivere al registro degli indagati Paolo Simeone, che insieme a Valeria Castellani, gestisce la Dts Llc, cioè l'azienda che aveva portato in Iraq Fabrizio Quattrocchi.

L'indagine barese potrebbe aiutare a capire meglio le attività dell'azienda, legalmente basata nelle Seychelles ma che in Italia ha due sedi legali. E dire ad esempio perché all'indirizzo riportato sul sito internet (http://www.presidium.net/) ad Olbia non corrisponde nessun ufficio. La stessa pagina web compare poi tra i link del sito internet di ultra destra «Corpi d'elite», accanto a un'ampia storia della Decima Mas. Nei giorni scorsi era emerso come il viaggio di tre dei quattro ostaggi fosse stato organizzato da Salvatore Stefio, con l'aiuto di Paolo Simeone della «Dts», che era riuscito ad inserire la «Presidium» tra le aziende accreditare a lavorare in Iraq. Gli ostaggi catturati il 12 aprile stavano rientrando dopo aver perso un contatto in nero con una azienda locale. I magistrati baresi hanno già annunciato che al suo ritorno in Italia sentiranno Giampiero Spinelli, l'«amico fraterno» di Umberto Cupertino, che in frequenti interviste ha detto di conoscere bene tutti e tre gli ostaggi e di aver «stimato molto» Fabrizio Quattrocchi.




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Un articolo che si commenta da solo. All' inizio eravamo incerti se inserirlo o meno, a causa della dietrologia del quale risulta evidentemente permeato. Poi, il fatto che ci avessero fantasiosamente definito quale un sito di "ultra destra" ed il tentativo di aver cercato di stabilire una surreale connessione tra il nostro sito e la società Presidium (il che la dice lunga sulla credibilità de "Il Manifesto"), ci hanno divertiti a tal punto da voler dare ai nipotini di Stalin una chance di pubblicazione su queste pagine. L' autore dell' articolo si è ben guardato dall' apporre la sua firma al pezzo. Per la cronaca: questo è il quotidiano che, il giorno della morte del valoroso Fabrizio Quattrocchi, pubblicava una squallida vignetta di Vauro con le parole: "banconote a mezz' asta". E pensare che vorrebbero governare l' Italia.