
Abbottabad, 1º Maggio 2011, operazione "NEPTUNE SPEAR "
In una fredda notte di Maggio, a quasi dieci anni di distanza da quel drammatico 11 Settembre 2001, gli USA hanno finalmente chiuso il conto con il loro nemico numero uno. Lo hanno fatto inviando in una terra straniera un pugno di valorosi, ai quali e' stato affidato il compito di vendicare le vittime di New York, Washington e Shanksville. Dal buio della notte pakistana, gli specialisti U.S.A. si sono calati nella villa fortino che ha fornito rifugio per diversi anni ad Osama Bin Laden e, con rapidita' e precisione, hanno portato a termine il compito assegnatogli. In una sala di controllo a migliaia di chilometri di distanza negli Stati Uniti, il Presidente Obama ed il Segretario di Stato Hilary Clinton, insieme ad alcune altre figure chiave dell' amministrazione, assistevano con il fiato sospeso a tutte le delicate fasi dell' operazione, in attesa di due parole, pronunciate dal comandante del distaccamento del Naval Special Development Group (DEV.GRU., meglio noto come SE.A.L. Team Six): "Geronimo, E.K.I.A". "Geronimo" e la conferma E.K.I.A. (Enemy Killed In Action), non lasciavano piu' alcun dubbio sulla sorte del nemico pubblico numero uno.

L' eliminazione del leader di Al Qaeda rappresenta la fine di una caccia iniziata ben prima degli attentati dell' 11 Settembre, con gli attacchi in Kenya e Tanzania del 1998. Solo due anni prima, nel Gennaio 1996, dinnanzi al preponderante ruolo che stava assumendo Bin Laden nel mondo islamico, la C.I.A. fonda un' unita' speciale denominata "Alec Station", che vede al suo interno anche specialisti dell' F.B.I. (Federal Bureau of Investigation) e della N.S.A. (National Security Agency) ed e' incaricata di localizzare il terrorista. Numerosi sono stati da quel momento in poi i tentativi di catturare o eliminare Bin Laden, ma e' indubbio come la caccia allo "sceicco del terrore" non abbia ottenuto una spinta propulsiva fino all' 11 Settembre. L' amministrazione Bush prima, e quella Obama successivamente, hanno cercato piu' volte di mettere le mani, se non su Bin Laden, quanto meno su personaggi chiave in grado di rivelare il nascondiglio del terrorista. Nel 2005, a questo proposito, lo Special Operations Command lancia l' operazione "RED WING", inserendo un distaccamento di quattro SE.A.L. sulle montagne nella provincia Kunar. Gli operatori devono catturare il mullah Omar ed ottenere informazioni sull' ubicazione di Bin Laden stesso, ma la missione costa la vita a tre membri del distaccamento, oltre a sedici altri SE.A.L. ed operatori del 160th S.O.A.R. (Special Operations Aviation Regiment), impegnati nella missione di Search And Rescue.

Per anni dopo l' 11 Settembre, la C.I.A. ha seguito numerose piste sperando di arrivare ad Osama Bin Laden. E' forse anche a causa della presenza di una lauta taglia sulla testa del terrorista, e l' intenzione da parte di millantatori di incassarla, che la caccia non ha portato frutti fino al 2011. Ma come si e' arrivati a localizzare Bin Laden? Sembra che nel 2007 un membro di Al Qaeda detenuto a Guantanamo, abbia rivelato l' esistenza di un corriere dell' organizzazione che si recava spesso ad Abbottabbad (nel Pakistan orientale e a 60 chilometri a nord di Islamabad), notizia, questa, che ha suscitato l' interesse della C.I.A. L' Agency ha quindi lanciato nell' area una serie di operazioni, arrivando a stabilire l' ubicazione del nascondiglio. Si tratta di un complesso costituito da una palazzina principale e cinque altre costruzioni minori, edificato attorno al 2005 e dal valore sul mercato di circa un milione di dollari e composto da tredici stanze. Lo stabile si trova a poca distanza dall' accademia militare pachistana. Proprio ad Abbottabbad vivono diversi alti ufficiali in congedo, e la C.I.A. ritiene inizialmente che la casa possa appartenere proprio ad uno di questi. Dopo aver stabilito una postazione di sorveglianza nei pressi dell' edificio, gli operatori iniziano a prendere nota dei visitatori, stabilendo come alcuni di essi non potessero che essere corrieri. Gli operatori apprendono anche che i locali chiamano l' edificio con il nome di "Waziristan Haveli" (dove "haveli" sta per "residenza"). Il Waziristan e' la regione tribale tra Afghanistan e Pakistan dove per anni si riteneva che Bin Laden fosse nascosto. Sembra anche che il comune di Abottabbad avesse posto sull' edificio un ordine di demolizione, cosa che potrebbe aver insospettito ancora di piu' gli osservatori, data la sua recente costruzione. Attraverso l' uso di speciali apparecchiature, vengono registrate le conversazioni degli occupanti lo stabile ed un incessante flusso di informazioni trova la propria strada verso Langley e Fort Meade. La presenza di Bin Laden nel nascondiglio viene finalmente confermata nell' Agosto 2010, grazie ad una telefonata effettuata dal corriere ed intercettata dai servizi statunitensi. I satelliti spia della N.S.A. e del National Reconnaissance Office (N.R.O.) fotografano quindi l' obiettivo, consentendo di rilevare la presenza di telecamere di sorveglianza installate all' interno del perimetro, circondato da alte mure cinte da filo spinato. La casa non e' dotata di linee telefonche o di internet, segno che gli occupanti temono di essere intercettati elettronicamente.
Dopo essere stato informato della presenza certa di Bin Laden all' interno dell' obiettivo, il Presidente Barack Obama autorizza l' operazione di cattura, con designazione Beyond Top Secret. Da quel momento in poi e' un susseguirsi di incontri segreti tra il Presidente ed alti ufficiali dei diversi servizi di intelligence statunitensi. Il governo pachistano non viene informato dell' operazione, a causa del rischio che l' Inter Services Intelligence (I.S.I.), infiltarto dai talebani, possa bruciare l' operazione. Nel mentre al SE.A.L. Team Six viene ordinato di prepararsi per un' importante missione, anche se, per ovvie necessita' di sicurezza operativa, la natura dell' obiettivo viene tenuta segreta. Non c'e' comunque ombra di dubbio come agli operatori sia immediatamente apparso chiaro che il loro bersaglio sarebbe stato con molta probabilita' lo Osama Bin Laden. E' altrettanto probabile come il gruppo abbia anche iniziato ad addestrarsi in segreto in una riproduzione a dimensione reale dell' edificio obiettivo, costruita all' interno della base aerea di Baghram.

Il 1º Maggio 2011, il Presidente Obama da luce verde al raid. Dalle informazioni a disposizione, risulta che l' operazione di cattura, denominata "Neptune Spear", sarebbe iniziata in Afghanistan, dove circa 24 operatori del SE.A.L. Team Six salgono a bordo di quattro elicotteri Blackhawk modificati con tecnologia stealth, derivata dal defunto programma RAH-66 Comanche. Gli operatori sono armati di fucili d' assalto Heckler & Koch 416 e sono accompagnati da un' unita' K9, un pastore belga protetto da imbragature in Kevlar. Supportata da tre portaerei ed altre forze di reazione rapida, la piccola flotta aerea sconfina in Pakistan alla volta di Abbottabad. A fornire le comunicazioni per le operazioni, sono i Marines di stanza presso la base aerea pachistana di Tarbela Ghazi, nel nord-ovest del Pese. I rischi dell' operazione (anche e soprattutto a livello diplomatico) sono chiari e, in caso di interferenza pachistana, i SE.A.L. hanno ordini di asserragliarsi nel complesso, in attesa che la crisi possa essere risolta attraverso canali diplomatici.

Alle ore 01:00, gli incursori raggiungono l' edificio obiettivo ad Abbottabad. Notize sul raid giungono a questo punto quasi in diretta da un blogger residente nell' area, che riferisce da Twitter di spari provenire dall' edificio. Altri parlano del rumore dei rotori degli elicotteri. Le forze di polizia chiedono agli abitanti dell' area di spegnere le luci di casa e rimanere nelle proprie abitazioni (se questa notizia fosse confermata, proverebbe che le autorita' pachistane erano effettivamente a conoscenza dell' operazione). Nel mentre, gli operatori ingaggiano un conflitto a fuoco della durata di circa quindici minuti con gli occupanti l' abitazione.
I SE.A.L.s sarebbero entrati dal pian terreno, anche se sull' attendibilita' di tale informazione nutriamo dei dubbi. La procedura operativa standard in caso di assalti agli edifici, raccomanda infatti di inserire gli operatori dai livelli sopraelevati, vale a dire il tetto ove possibile. Sembra quindi piu' verosimile che gli incursori abbiano fatto irruzione da piu' di un punto (pian terreno e tetto), bonificando il pian terreno ed il secondo piano in contemporanea, per poi ricongiungersi al primo piano. Durante l' inserimento dei team, uno degli elicotteri in hovering, precipita senza provocare vittime o feriti. Sembra che l' elicottero abbia perso quota a causa dell' aria troppo calda, atterrando violentemente in uno dei cortili del complesso e colpendo con la coda uno dei muri di cinta. Alcune fonti, non confermate, affermano come l' elicottero sia invece stato abbattuto (da chi o cosa non e' dato saperlo). Secondo un ingegnere aeronautico, la perdita di quota potrebbe anche essere stata causata dal cosiddetto "vortex ring state", a causa del quale il flusso d' aria prodotto dalle pale dell' apparecchio ritorna al rotore, causando la perdita di spinta ascensionale. Tale condizione potrebbe essere stata causata dall' altezza delle mura intorno al complesso. L' incidente non ha comunque impedito agli uomini di portare a termine la missione loro assegnatagli.



Una volta all' interno del complesso principale, gli incursori stanano Bin Laden all' ultimo piano della palazzina. Alla vista di due assaltatori, il terrorista fugge in una stanza, incalzato dai militari. Al momento dell' irruzione nella stanza, l' operatore di punta viene aggredito da due donne. Il militare le scaraventa fuori dalla linea di tiro del secondo uomo, che apre il fuoco contro Bin Laden, colpendo il bersaglio prima al petto e poi alla testa. Il messaggio "Geronimo, E.K.I.A" risuona dagli altroparlanti della sala operativa dalla quale Barack Obama, Hilary Clinton ed altri personaggi chiave dell' amministrazione hanno seguito l' operazione minuto dopo minuto. E' la fine di un incubo. Il nemico numero uno dell' Occidente e' stato eliminato ed i caduti dell' 11 Settembre possono adesso riposare in pace.


Confermato l' abbattimento del bersaglio, una forza di supporto costituita da ulteriori squadre SE.A.L. viene inserita da elicotteri MH-47 Chinook. Il Blackhawk precipitato e' distrutto per non lasciare la tecnologia in mano ai pachistani ed i team sono estratti ed esfiltrati alla volta della portaerei USS Carl Vinson. Oltre al leader terrorista, durante il raid (durato in tutto 38 minuti), sono stati abbattuti altri tre elementi. Si tratta di uno dei figli del terrorista, due guardie ed una donna. Una delle mogli di Bin Laden, la ventisettenne Amal Al-Sadah, sarebbe rimasta ferita ad una gamba da una pallottola e ricoverata in Pakistan. Il Team Six avrebbe pianificato di estrarla unitamente al cadavere del marito per sottoprla ad interrogatorio, ma l' incidente ad uno degli elicotteri ha necessitato un cambio di piani. Secondo le informazioni rilasciate dalla Casa Bianca, il corpo di Bin Laden sarebbe stato sepolto in mare dopo che l' Arabia Saudita avrebbe rifiutato di ricevere la salma del terrorista. Sembra che al momento del raid, il terrorista avesse 450 sterline cucite all' interno delle vesti unitamente a due numeri di telefono, probabilmente da utilizzarsi in caso di fuga. Non risulta che Bin Laden fosse armato ma sembra che abbia comunque opposto resistenza, cosa che ne ha necessitato l' abbattimento.

In merito all' eliminazione di Osama Bin Laden, l' ex Presidente George W. Bush ha cosi' dichiarato (riportiamo le parole originali): "Earlier this evening, President Obama called to inform me that American forces killed Osama bin Laden the leader of the al Qaida network that attacked America on September 11, 2001. I congratulated him and the men and women of our military and intelligence communities who devoted their lives to this mission. They have our everlasting gratitude (...) This momentous achievement marks a victory for America, for people who seek peace around the world, and for all those who lost loved ones on September 11, 2001, (...) The fight against terror goes on, but tonight America has sent an unmistakable message: No matter how long it takes, justice will be done."
Osama: dead or alive?
Le versioni sulla dinamica dell' operazione, sono cambiate diverse volte. La casa Bianca ha dapprima affermato che Bin Laden e' stato abbattuto dopo essersi fatto scudo con una donna (forse la figlia dodicenne, anch'ella presente nella casa al momento del raid) ed aver aperto il fuoco contro i SE.A.L.s. Successivamente una delle figlie del terrorista sopravvissute al raid ha affermato che il padre e' stato eliminato dopo essersi arreso. E' probabile che le diverse versioni non siano servite altro che ad alimentare la disinformazione intorno all' operazione e gettare ancora di piu' gli associati di Bin Laden nel panico in merito alle procedure operative seguite dallo Joint Special Operations Command. A nostro avviso, la verita' potrebbe essere un' altra. Osama Bin Laden rappresenta infatti una fonte di informazioni semplicemente troppo importante per essere terminata senza essere stata prima sfuttata a pieno. E' possibile che il leader di Al Qaeda sia stato catturato, trasferito in una localita' segreta e sottoposto ad enhanched interrogation techniques, al fine di estorcere informazioni sull' ubicazione di altri membri dell' organizzazione e la pianificazione di attentati, in particolar modo considerato l' avvicinarsi del decimo anniversario dell' 11 Settembre. Una volta terminata l' utilita' di Bin Laden, esso potra' semplicemente essere soppresso e gettato in mare, e sara' in quel momento che le immagini del suo "funerale" verranno alla luce. Fino a quel momento, sara' opportuno che l' esistenza in vita del terrorista sia mantenuta segreta, questo al fine di evitare azioni terroristiche atte ad ottenerne il rilascio. Secondo il Maggiore Matthew Alexander, interrogatore per la U.S. Airforce, sarebbe stato possible far parlare Bin Laden. "Non biasimo i SE.A.L.s per averlo eliminato perche' ritenuto una minaccia al momento, ma sarebbe stato grandioso poterlo interrogare. L F.B.I. ha fatto parlare Saddam e c'e' un vecchio detto risalente alla Seconda Guerra Mondiale che recita 'Piu' alto e' il grado e piu' parlano' ". Il Maggiore Alexander ha condotto gli interrogatori che hanno portato nel 2006 all' individuazione del covo di Abu Musab Al Zarqawi in Iraq.

Ma se le circostanze dell' eliminazione di Bin Laden dovranno essere tenute nascoste a lungo, ancora piu' importante e' mantenere la segretezza sulle identita' dei partecipanti all' operazione. Abbiamo motivo di credere che, al fine di evitare tentativi da parte di Al Qaeda di conoscere i nomi degli operatori e colpire la loro base in Afghanistan, costoro abbiano lasciato definitivamente il Paese per non farne piu' ritorno. Il segretario alla Difesa Robert Gates ha affermato che saranno rafforzate le misure di sicurezza in difesa degli uomini che hanno preso parte alla missione. Gates ha anche spiegato che gli stessi militari hanno espresso il timore di vendette da parte di Al Qaeda, specialmente contro i loro familiari. "Stiamo facendo sforzi consistenti per proteggere l'identità di coloro che hanno partecipato al raid", ha detto Gates. Mentre la Disney si e' affrettata a registrare il nome SE.A.L. Team Six (ufficialmente non piu' in uso dal 1987), l' eccessiva pubblicita' ottenuta dal reparto lo ha comunque spinto a mutare la sua nomenclatura da Naval Special Development Group in una nuova e classificata.
La vittoria del "sistema Guantanamo"
Abbiamo precedentemente menzionato come l' identita' del corriere che avrebbe portato all' identificazione del nascondiglio di Bin Laden sia stata rivelata da un alto membro di Al Qaeda detenuto a Guantanamo. Ma di chi si tratterebbe? Sembra sia il famigerato Khalid Sheikh Mohammed, principale architetto dell' 11 Settembre. Mohammed sarebbe stato sottoposto per oltre 100 volte al metodo di interrogatorio del water boarding, grazie al quale al terrorista viene inflitto uno stimolo sensoriale che simula l' annegamento. Ed e' proprio nel corso di uno degli interrogatori che lo Sheikh Mohammed avrebbe fatto il nome di Abu Ahmad al-Kuwaiti, un pachistano residente in Kuwait impiegato da Al Qaeda quale corriere. Al-Kuwaiti godeva della fiducia di Bin Laden, tanto da ricevere l' ordine di addestrare quello che sarebbe dovuto essere stato il ventesimo dirottatore dell' 11 Settembre (Mohammed Mana Ahmed al-Qahtani) nell' uso di email e computer.
A seguito del raid e' emerso come l' uso di corrieri fosse una pratica consolidata da Bin Laden. Al leader terrorista, giungevano infatti informazioni e dati provenienti dalle cellule sparse in tutto il mondo e trasportati da corrieri tramite chiavette USB. Oltre un centinaio di queste sono state rinvenute nel covo di Abbottabad e contengono foto e dati su numerosi obiettivi civili selezionati in tutto il mondo dalle cellule dormienti. La C.I.A. avrebbe trovato il nome di Abu Ahmad in un registro locale di Abbottabad ed avrebbe quindi sorvegliato il soggetto e due dei suoi fratelli per ben quattro anni.
Il Direttore della C.I.A. Leon Panetta, in una lettera al Senatore John McCain, sembra pero' smentire il ruolo giocato da Sheikh Mohammed nel rivelare il nome del corriere. "Nessun detenuto nelle mani della C.I.A. ha rivelato il nome completo e l' ubicazione del corriere / facilitatore. L' informazione e' giunta attraverso altri metodi di indagine." Panetta conferma comunque che detenuti "sottoposti ad enhanced interrogation hanno fornito importanti informazioni sul ruolo del corriere / facilitatore".
Qualunque sia l' identita' della "gola profonda", la conferma che Bin Laden sia stato trovato grazie all' uso di quelle che vengono universalmente designate come enhanced interrogation techniques, rappresenta a tutti gli effetti uno smacco per tutti i detrattori dell' uso di metodi coercitivi nel corso degli interrogatori. Come notato da Stephen L. Carter, professore di legge alla Yale University "il momento piu' alto della Presidenza Obama e' stato reso possibile solo grazie a quel sistema detentivo contro il quale egli stesso si era battuto". Secondo Carter l' unica colpa di Obama sarebbe stata quella di "non dare credito al suo predecessore, responsabile della realizzazione del controverso meccanismo che ha invece portato gli USA a bussare alla porta di Bin Laden. Se stiamo gioendo per la morte di Bin Laden - continua Carter - allora, che ci piaccia o meno, stiamo anche gioendo per l' impiego dei metodi che hanno portato alla sua individuazione".
I servizi pakistani ed Al Qaeda
Sembra impossibile che Bin Laden possa aver vissuto per almeno quattro anni nei pressi della piu' importante istituzione militare pachistana. Sono in molti a ritenere che questo possa essere stato possibile solo grazie alla connivenza dell' I.S.I. con Al Qaeda. Fonti di intelligence affermano che la presenza del terrorista nella cittadina fosse nota solo ad un ristretto numero di elementi dei servizi pachistani, che avrebbero consentito a Bin laden di vivere indisturbato a patto che non fuggisse. I locali dichiarano anche di essere sempre stati a conoscenza del fatto che le carte di identita' delle persone in entrata nel complesso, venissero controllate da apposite sentinelle. I servizi pachistani hanno fatto pubblica ammenda per non aver sorvegliato l' edificio adeguatamente ma hanno anche arrestato cinque residenti di Abbottabbad che avrebbero passato informazioni al gruppo di sorveglianza della C.I.A. Tra questi figura il Maggiore Amir Aziz, comandante del Pakistan's Medical Corp, ed un uomo che avrebbe affittato agli agenti statunitensi un appartemento nei pressi del covo di Bin Laden. Nelle settimane precedenti il raid, il Maggiore Aziz avrebbe avuto il compito di annotare i numeri di targa di tutte le vetture in entrata nella casa. I cinque arrestati sono stati accusati di essere "informatori" di un servizio segreto straniero. Gli arresti hanno provocato l' indignazione dell C.I.A. e, quasi a voler confermare la connivenza dell' I.S.I. con Al Qaeda, il Direttore dell' agenzia Leon Panetta ha mostrato foto in alta risoluzione ed immagini satellitari raccolte dalla N.S.A., ritraenti terroristi intenti a svuotare un deposito di armi nella regione del Waziristan. Questo accadeva solo 72 ore dopo che la C.I.A. aveva fornito all' I.S.I. le coordinate del magazzino, ovviamente trovato completamente vuoto dall' unita' pachistana incaricata di condurre il raid.
Una miniera di informazioni
L' operazione "Neptune Spear" ha consentito ai servizi di sicurezza statunitensi di mettere le mani su di un quantitativo impressionante di informazioni. I documenti, hard disk, supporti magnetici e driver USB sequestrati nel nascondiglio, rappresentano il piu' grande ritrovamento di informazioni in un covo di Al Qaeda. A Bin Laden, le varie cellule teroristiche nel globo inviano le informazioni raccolte durante i sopralluoghi sui vari potenziali obiettivi per attentati. Un ufficiale del Pentagono ha dichiarato in proposito che solamente per la catalogazione ed analisi dei dati non criptati saranno necessari alcuni mesi, mentre per il recupero di file cancellati o modificati dagli hard disk dei computer occorreranno anni. La lista dei reperti sequestrati sarebbe composta come segue:
- 5 laptop
- 10 hard disk
- 10 telefoni cellulari
- circa 150 driver USB
- dozzine tra CD e DVD
- numerosi documenti tra cui lettere e note scritte a mano
In totale si tratterebbe di 2.7 terabytes di informazioni, tra documenti, video e foto. Tra le immagini ritrovate, anche quelle del centro commerciale Arnsdale Shopping Centre, selezionato dalla cellula di Al Qaeda di Manchester smantellata nell' Aprile 2009 grazie all' operazione "PATHWAY". Una speciale task force e' al lavoro 24 ore su 24, sette giorni alla settimana, con l' obiettivo di individuare una nuova pista investigativa ogni ora. Sembra comunque che, la lunga permanenza nella residenza di Abbottabbad, avesse fatto crescere in Bin Laden un senso di falsa sicurezza tale da spingerlo a non criptare la maggior parte dei file da lui prodotti. L' analisi dei dati ha avuto immediatamente inizio e sembra aver gia' portato all' individuazione di altri bersagli. Le informazioni ricavate, hanno inoltre iniziato ad essere diramate anche ai servizi di sicurezza stranieri, primi fra tutti quelli britannici. Non e' azzardato affermare come la sfortunata operazione che ha portato all' abbattimento di un Chinook il 6 Agosto 2011 nella provincia afghana di Maidan Wardak, possa essere stata originata proprio dall' analisi dei dati rinvenuti ad Abbottabad. Tra le trentotto vittime, anche 15 membri appartenenti al Gold Squadron del SE.A.L. Team Six (fra questi non figura nessuno dei partecipanti a "Neptune Spear").
Elicotteri fantasma e carabine ibride
Uno degli aspetti piu' interessanti dell' operazione "Neptune Spear" e' stato l' impiego di elicotteri la cui esistenza e' stata fino ad allora tenuta segreta. Il corpo dell' apparecchio precipitato e' atterrato all' interno del complesso, mentre la coda ha impattato contro il muro di cinta, spezzandosi e rimanendo oltre il muro. I SE.A.L.s sono quindi stati in grado di distruggere solo il corpo dell' apparecchio, ma non la coda. L' analisi dei rottami di questa, ha da subito rivelato come non ci si trovasse dinnanzi ad un ordinario UH-60 Blackhawk. Il rotore della coda dell' elicottero (la cui dimensione e' compatibile con quella di un Blackhawk), ha infatti rivelato una configurazione che farebbe pensare a quella di un apparecchio stealth. Le pale sono in numero maggiore rispetto a quelle di un UH-60 e risultano essere state modificate, mentre al rotore e' stata applicata una copertura, tutte misure atte a ridurre le vibrazioni e le emissioni acustiche.

Le forze armate statunitensi hanno affermato che parte della tecnologia impiegata per questo apparecchio e' stata presa dal defunto programma RAH-66 Comanche, mentre il colore della vernice (molto simile a quella del CV-22 Pave Osprey), e' stato catalogato come "IR-suppressant gray", ovvero meno vulnerabile agli infrarossi provenienti dai sistemi di puntamento di lancia razzi spalleggiabili terra-aria. Il rotore, caduto in mani pachistane, sara' restituito agli U.S.A. non prima, c'e' da scommetterlo, che a tecnici cinesi sara' consentito di studiarlo, proprio come accaduto con i rottami dell' F-117 A abbattuto in Serbia nel 1999, e servito al regime di Pechino per ultimare il proprio programma J-20.

Ma questo particolare tipo di Black Hawk, potrebbe non essere stato l' unico progetto innovativo ad essere stao impiegato in "NEPTUNE SPEAR". L' RQ-170 Sentinel e' un U.A.V. (Unmanned Aerial Vehicle) molto simile ad un B-2 Spirit in miniatura. Soprannominato "The beast of Kandahar", poiche' operante dall' omonimo aeroporto, il Sentinel e' mutuato dall' RQ-3 Dark Star, un altro U.A.V. mai realizzato e soprannominato 'Polecat". I primi avvistamenti del Sentinel sono avvenuti nel 2007 e la sua esistenza e' stata confermata nel Dicembre 2009. Operato dal 30th Reconnaissance Squadron, l' U.A.V. puo' tra le altre cose intercettare le comunicazioni ed in piu' di un' occasione e' stato impiegato per monitorare il traffico radio sui canali militari pachistani.

Come gia' precedentemente menzionato, gli uomini del SE.A.L. Team Six erano equipaggiati di carabine H&K 416 e cartucce da 77 grani prodotte dalla Black Hills. Munito di un caricatore da 30 colpi, il 416 e' un ibrido tra la carabina M4 ed il fucile d' assalto H&K G36 e tra i vari benefici d' uso dell' arma, figura la capacita' di esplodere ben 20,000 colpi prima di necessitare di pulizia, una caratteristica indubbiamente molto utile in ambienti desertici. Altre forze speciali a farne uso includono il 1st S.F.O.D.-D, il G.RO.M. polacco e lo Special Operations Command australiano, oltre allo U.S. Marine Corps e le forze armate norvegesi.

Il dopo Bin Laden
L' elezione di Ayman al-Zawahiri a successore di Bin Laden non ha destato particolare sorpresa. Anche noto come warm-up man per la sua caratteristica di aver sempre preceduto l' apparizione di Bin Laden nei video messaggi del defunto leader terrorista, al-Zawahiri potrebbe pero' non avere lo stesso carisma ed esercitare abbastanza ascendente sui suoi sottoposti rispetto al suo predecessore. E' proprio per questo che la C.I.A. teme che il medico egiziano (sul quale pende, tra le altre cose, un' accusa per pediofilia in Egitto), potrebbe organizzare uno spettacolare attentato proprio per dimostrare il proprio valore quale nuovo leader di Al Qaeda. Dopo l' eliminazione di Bin Laden, al-Zawahiri ha esortato i membri delle varie cellule terroristiche ad uccidere quaranta alte personalita' statunitensi, inserite all' interno di una lista preparata dall' organizzazione terroristica. "L' uomo che ha terrorizzato l' America in vita, continuera' a farlo anche da morto" ha dichiarato al-Zawahiri. Non vi e' ombra di dubbio, aggiungiamo noi, che l' America e i suoi guerrieri ombra sapranno come rispondere anche in questo caso.



