Il coordinamento operativo delle varie forze speciali dispiegate nell' ambito di ENDURING FREEDOM ha posto in essere la necessità di avvalersi di due Joint Special Operations Task Forces (J.S.O.T.F.) statunitensi e di una Combined Joint Special Operations Task Force (C.J.S.O.T.F.) costituita da personale proveniente dalle forze della coalizione internazionale formatasi all' indomani dell' 11 settembre 2001 .

N.B. : tutte le cifre fornite in merito al numero di operatori che costituiscono i reparti sono relative al periodo settembre / ottobre 2001

 

STATI UNITI

Green Beret ripreso in un villaggio afghano L' aeroporto militare di Baghram, ubicato 30 miglia a nord di Kabul, e' stato costruito alla fine degli anni '50 quale parte di un pacchetto di aiuti offerto dall' Unione Sovietica al governo afghano. Tanto durante l' occupazione comunista, quanto nel corso dell' operazione "ENDURING FREEDOM", l' aeroporto (conquistato dallo Special Boat Service durante le prime fasi dell' invasione) ha svolto un ruolo chiave. Le prime truppe statunitensi ad entrarvi il 21 Novembre 2001, facevano parte dell' O.D.A. (Operational Detachment Alpha dei "Green Berets") 555, anche soprannominato Triple Nickel. Gli operatori ed i loro alleati dell' Allenza del Nord avevano trovato la base in condizioni disastrose: buona parte degli edifici mostravano segni di combattimenti, acqua ed elettricita' erano totalmente assenti, ed un grande numero di vecchi Mig sovietici erano stati lasciati ad arrugginire tutt' intorno alla pista.

 

Green Berets ripresi in Afghanistan

 

4 Settembre 2002, Ayul Kheil: Green Berets esaminano documenti rinvenuti addosso al presunto capo di una cellula di Al Qaeda In quei giorni di fine Novembre, pochi dei militari presenti a Baghram facevano parte di truppe convenzionali e la vista di un' uniforme d' ordinanza era un fatto assai unico. La maggior parte di quei guerrieri indossava infatti jeans, felpe e pantaloni cargo e faceva parte di organizzazioni ben note all' opinione pubblica. Altri erano invece membri di unita' che godevano di un livello di segretezza tale, che i loro nomi non sarebbero mai apparsi sulla stampa. Entro la fine di Gennaio, a queste sarebbero stati assegnati nomi in codice quali Bowie, Dagger e K-Bar. Molte delle unita' presenti a Baghram, facevano infatti parte di un' unita' che aveva gia' cambiato nomenclatura diverse volte: aveva iniziato la guerra sotto il nome di Task Force Sword e a Gennaio era stata soprannominata Task Force 11. La Task Force 11 aveva un unico obiettivo: catturare o eliminare gli H.V.T., high value targets, ovvero le alte cariche talebane e di Al Qaeda. Della Task Force Sword facevano parte tra i 2,200 ed i 2,500 operatori del 1st. S.F.O.D-D e del SE.A.L. Team Six, costituendo quindi il piu' grande agglomerato di operatori "black", ovvero facenti parte di quelle forze speciali inserite all' interno del Joint Special Operations Command (J.S.O.C.) e la cui esistenza ufficiale e' negata dal Pentagono.

 

Green Berets ripresi nel corso di un briefingDa Ottobre ai primi giorni di Gennaio, la spina dorsale ed i muscoli della Task Force Sword erano stati un centinaio di operatori del 1st. S.F.O.D-D e truppe di supporto, denominati Task Force Green. A questi era assegnato il compito di effettuare azioni dirette contro bersagli di interesse. Il primo Squadrone ad essere dispiegato in Afghanistan quale Task Force Green era stato il B Squadron, rimpiazzato in Dicembre dall' A, che sarebbe rimasto in teatro solo poche settimane. Ad inizio Gennaio, gli operatori Delta vennero infatti rimpiazzati dagli uomini del SE.A.L. Team Six che avrebbero formato la Task Force Blue. La decisione di dispiegare il Team Six, era sembrata assurda ai membri della Delta a causa della supposta limitata esperienza delle loro controparti dello U.S. Navy nelle operazioni su terraferma. La prospettiva di non vedersi dispiegati affatto se non ad ostilita' concluse, aveva fatto nascere non pochi malcontenti tra i membri del C Squadron ed il Comandante del J.S.O.C., il Maggiore Dell Dailey. Ma Dailey (ex Ranger ed elicotterista del 160th Special Operations Aviation Regiment), che vedeva la Guerra al Terrore come una lunga maratona che sarebbe potuta durare anche un quarantina di anni, voleva essere certo dell' intercambiabilita' degli assetti del J.S.O.C., e decise quindi di concedere al 1st. S.F.O.D-D un turno di riposo.

 

La necessita' di mescolarsi ala popolazione locale, ha spesso richiesto agli operatori di adottare barbe e tagli di capelli non convenzionali

 

Il Generale Gary Harrel, comandante la Task Force BowieLo stesso principio era applicato al comando della Task Force 11, acquartierato sull' isola di Masirah, al largo delle coste dell' Oman. Il Comandante ed il suo staff operavano infatti in base a cicli di novanta giorni, e ad inzio Gennaio, Dell e i suoi diretti sottoposti erano nuovamente alla Pope Airforce Base in North Carolina. Il suo rimpiazzo sarebbe stato il vice comandante, il Generale della U.S. Airforce Gregory Trebon, ufficiale con esperienza limitata nel campo delle operazioni speciali. Al contrario di Trebon, il Generale Gary Harrel poteva invece vantare una carriera di tutto rispetto nell' ambito della guerra non convenzionale. Tra il Dicembre 1985 ed il Luglio 2000, Harrel era passato da un incarico all' altro per il J.S.O.C., arrivando a comandare il 1st. S.F.O.D-D dal 1998 al 2000. In veste di comandante del C Squadron del 1st. S.F.O.D-D, Harrel aveva dato la caccia a Pablo Escobar in Colombia e a Mohammed Farrah Aidid in Somalia. Alla fine degli anni '90 era nei Balcani sule tracce dei criminali di guerra serbi. Adesso Harrel si trovava a Bagram al comando di una cellula denominata Task Force Bowie, ed incaricata di convogliare tutte le informazioni raccolte sul campo direttamente al Generale Tommy Franks, comandante dello U.S. Central Command. Harrel era anche a capo della struttura detentiva di Baghram, dove terroristi e talebani venivano interrogati.

 

Pete Blaber all'epoca del suo dispiegamento in AfghanistanAll' interno della Task Force Bowie, trovava spazio anche la Advance Force Operations (A.F.O.). L' A.F.O. rispondeva direttamente alla Tak Force 11 ed aveva il compito di effettuare ricognizioni ad alto rischio in territorio ostile e poteva attingere a tutto il personale del J.S.O.C. Tra i suoi compiti, la ricognizione in profondita' di campi di battaglia convenzionali e l' infiltrazione di personale all' interno di citta' in mano a forze non amiche, onde affittare veicoli e case e preparare la strada ad azioni dirette. Al suo comando era stato posto Pete Blaber, precedentemente ufficiale addetto alle operazioni del 1st. S.F.O.D-D ed ex comandante del B Squadron (Blaber era stato anche dispiegato con la Task Force Green). L' A.F.O. era costituito da quarantacinque uomini tra operatori, analisti ed esperti in comunicazioni divisi in sei team, tre dei quali erano dispiegati nel sud e tre nel nord-est dell' Afghanistan. Entrambi i gruppi erano comandati da un Maggiore.

 

Truppe americane perquisiscono una caverna in una zona montagnosa dell' Afghanistan Ad inizio Gennaio, il modus operandi stabilito era quello di attendere la trasmissione di informazioni su obiettivi sensibili dalla Task Force Bowie alla Task Force Blue, che avrebbe effettuato l' azione diretta sul bersaglio. Ma questo set up aveva lasciato perplessi in molti. Dato che la Task Force Blue si trovava acquartierata a Baghram, il tempo di volo dalla base alle provincie orientali dove Bin Laden ed altre figure chiave di Al Qaeda si riteneva fossero nascosti, faceva propendere per l' allestimento di nascondigli nell' area d' operazioni, dai quali lanciare le missioni. "Molti di noi erano consci che questo non era il miglior modo di agire ", racconta un operatore. "Non puoi volare da Baghram all' obiettivo ed avere molte possibilita' di uccidere o catturare il bersaglio. Devi gia' essere dispiegato nell' area." Il senso comune doveva pero' fare i conti con le necessita' di CENT.COM. Dopo che ci erano voluti quattro giorni per far arrivare truppe in un' area dove si riteneva di aver localizzato uno tra Bin Laden, Zawahiri od il Mullah Omar, CENT.COM. aveva ordinato che un assetto di forze speciali fosse tenuto a Baghram in stato di allerta 24 ore su 24, pronto a partire alla volta di qualsiasi localita' ove fosse stato necessario il loro intervento. Queste erano note come "time sensitive targeting missions".

 

10 Novembre 2011: Greene Berets del 5th Special Forces Group della Task Force Dagger, ripresi con i loro alleati dell' Allenza del Nord durante la conquista di Mazar-e-Sharif

 

Lunedi 2 Novembre 2009: forze speciali a bordo di un All Terrain Vehicle, in missione a Shewan, nella provincia di FarahUn altro motivo a causa del quale non era possibile dispiegare gli uomini della Task Force Blue in nascondigli avanzati, era la necessita' di dover comunque fornire loro supporto. Questo voleva dire aumentare il numero di uomini del 3rd Rangers Battallion dispiegati con il nome di Task Force Red, mentre gia' da Dicembre CENT.COM. stava cercando di arginare il numero di truppe presenti in teatro. Secondo alcuni, la crescita del numero di Rangers era dovuto alla scarsa esperienza del SE.A.L. Team Six nelle operazioni di ricognizione sul campo, ed una certa passivita' dell' unita' stessa, che si affidava proprio ai Rangers per la pianificazione delle proprie operazioni. Secondo una fonte del S.O.COM. il Team Six "non era sufficientemente proattivo e si aspettava quasi che i bersagli gli fossero serviti infiocchettati e su di un piatto d' argento."

 

La necessita' di mescolarsi ala popolazione locale, ha spesso richiesto agli operatori di adottare barbe e tagli di capelli non convenzionali

 

Un operatore delle forze specialiAl suo arrivo nel Gennaio 2002, Blaber decise di cambiare le regole del gioco. Egli era un convinto sostenitore della necessita' di far operare assetti "black" (le forze speciali del J.S.O.C.) con quelli "white" (gli operatori del S.O.COM) e la C.I.A. al fine di sfruttare le peculiari capacita' di ognuno di essi. Blaber dispiego' quindi gli uomini dei suoi A.F.O. con la task Force Dagger e la C.I.A., operanti in quel periodo in nascondigli a Gardez, Khost ed altre citta' di provincia creando i cosiddetti "pilot teams". Ponendo assetti A.F.O. sotto lo stesso tetto con gli uomini della Task Force Dagger, si consentiva a questi ultimi di avere una fonte di informazioni diretta e non filtrata dalla catena di comando. La ricezione ed analisi immediata delle informazioni, si traduceva in tempi di reazione ridotti al minimo, massimizzando le possibilita' di successo delle missioni. Lo stesso Blaber si mosse da Baghram all' hotel Ariana di Kabul, dove si trovava il comando nord dell' A.F.O. e la C.I.A. L' Ariana sorgeva poi a pochi passi dal quartier generale della Task Force Dagger ed i frutti di questa stretta collaborazione tra assetti informativi e gli operatori incaricati di effettuare le azioni dirette, non sarebbero tardati ad arrivare.

 

Mercoledi' 28 Ottobre 2009: forze speciali in azione contro insorti nella provincia di Farah

 

SPECIAL ACTIVITIES DIVISION ( C.I.A. ) - Il 27 settembre 2001 , i componenti di un' unità segreta per operazioni speciali della Central Intelligence Agency si infiltravano in territorio afghano divenendo la prima forza statunitense ad operare nell' ambito di ENDURING FREEDOM . Nel gennaio 2002 verrà ammessa l' esistenza del reparto , lo Special Operations Group ( inquadrato nella Special Activities Division della C.I.A. ) , forte di circa 150 elementi tra combattenti di terra , piloti e specialisti in gran parte selezionati tra i ranghi della Delta Force e del SE.A.L. Team Six . L' unità sembra aver operato anche nei Balcani e l' alone di segretezza steso intorno ad essa è stato tale che anche le stesse forze speciali U.S.A. ne hanno ignorato l' esistenza finchè non hanno avvistato un' unità sconosciuta dirigere il tiro aereo nel corso di un combattimento contro le forze talebane . Il dispiegamento operativo

 


INTELLIGENCE SUPPORT ACTIVITY ( D.O.D. ) - L' I.S.A. è il reparto del Department of Defence U.S.A. incaricato di effettuare operazioni HUM.INT. ( Human Intelligence ) sul campo onde raccogliere informazioni per le attività delle forze speciali statunitensi .




UNITED STATES SPECIAL OPERATIONS COMMAND - Le operazioni delle forze speciali statunitensi vengono dirette dallo United States Special Operations Command ( U.S.S.O.COM. ) , il comando unificato dei reparti d' élite U.S.A. ubicato presso la base aerea di MacDill a Tampa ( Florida ) , ed attualmente agli ordini del Generale Charles Holland della U.S. Air Force . Nel corso di Enduring Freedom , Holland ha disposto l' intervento dei propri uomini ( circa 35000 ) senza l' intermediazione del CENT.COM. ( Central Command ) , il quale ha il controllo delle operazioni nell' area mediorientale .

TASK FORCE 11 ( JOINT SPECIAL OPERATIONS COMMAND ) - Composta da qualche centinaio di SE.A.L.s del Team Six ed operatori provenienti dalla Delta Force , la Task Force 11 è stata creata in seno al Joint Special Operations Command del North Carolina nelle prime fasi di ENDURING FREEDOM , allo scopo di scovare e catturare i leader di Al Qaeda e del regime talebano. Non sono note altre informazioni in merito alla struttura ed ai compiti assegnati a tale unità .


1ST. S.F.O.D. DELTA ( U.S. ARMY ) - Fondata nel 1977 dal Colonnello Charles Beckwith , la Delta Force venne allestita in risposta alla montante necessità di disporre di una squadra per il salvataggio di ostaggi così da fronteggiare il crescente pericolo rappresentato dalle varie formazioni terroristiche mediorientali . Principalmente organizzato sul modello dello Special Air Service britannico , che contribuì attivamente all' addestramento dei primi operatori , il reparto seleziona i propri membri tra le file di Green Berets e Rangers ed è costituito da circa 2500 elementi . Il dispiegamento operativo


SPECIAL FORCES ( AIRBORNE ) " GREEN BERETS " ( U.S. ARMY ) - I " Berretti Verdi " dello U.S. Army sono addestrati nel condurre un' ampia gamma di operazioni le quali spaziano dagli interventi diretti fino alle operazioni " hearts and minds " , volte a guadagnare l' appoggio della popolazione civile in zona operazioni per mezzo di cure mediche ed aiuti di vario genere . In Afghanistan i Green Berets sono stati principalmente impiegati per organizzare la ribellione dei movimenti di resistenza al regime teocratico del Mullah Omar e per addestrare il futuro Afghan National Army presso Kabul . Il dispiegamento operativo


75TH. RANGER REGIMENT ( U.S. ARMY ) - A dispetto di quanto si tenda erroneamente a credere , i Rangers dello U.S. Army non sono una forza speciale . L' unità , forte di circa 2000 uomini , è " semplicemente " un corpo altamente specializzato in operazioni di fanteria leggera quali pattugliamenti ad amplio raggio , operazioni notturne e presa di aeroporti . Proprio tali capacità li portano spesso ad operare a stretto contatto con i reparti di forze speciali statunitensi quali Green Berets e Delta Force .



SE.A.L. ( U.S. NAVY ) - Eredi degli " uomini rana " del Secondo Conflitto Mondiale , i SE.A.L.s sono probabilmente il reparto d' élite riguardo al quale maggiormente si è scritto e parlato . Dal 1962 ad oggi , il reparto ha preso parte alla quasi totalità delle crisi che hanno visto a repentaglio gli interessi statunitensi nel mondo , venendo dispiegati in Vietnam , Somalia , ex Iugoslavia , Medioriente e numerose altre località sparse ai quattro angoli del globo . Nel corso della prima decade di attività nell' ambito di Enduring Freedom , parte dei suoi 5500 operatori sono stati dispiegati in Afghanistan , Mare Arabico e Filippine . Il dispiegamento operativo


160TH. SPECIAL OPERATIONS AVIATION REGIMENT ( AIRBORNE ) " NIGHT STALKERS " ( U.S. ARMY ) - I " Night Stalkers " forniscono mobilità e supporto aereo ravvicinato ( Close Air Support , C.A.S. ) alle forze speciali U.S.A. , effettuando inoltre operazioni C.S.A.R. ( Combat Search And Rescue ) . Il Reggimento , strutturato su quattro Battaglioni , si avvale di elicotteri AH-6 , MH-6 , MH-60K , MH-60L DAP , MH-47E , MH-60L ed MH-47D . All' avvio delle operazioni in Afghanistan era forte di circa 2100 uomini .



AIR FORCE SPECIAL OPERATIONS COMMAND ( U.S. AIR FORCE ) - Ha il compito di offrire copertura aerea , mobilità e supporto ai reparti speciali operanti a terra . Si avvale delle " cannoniere volanti " AC-130U ( le quali sono in grado di effettuare attacchi di precisione ad altezze elevate usufruendo delle mitragliatrici pesanti e dei sensori di puntamento dei quali sono equipaggiati ) , degli aerei cisterna MC-130P COMBAT SHADOW , dei C-17 GLOBEMASTER da trasporto , degli MC-130P COMBAT TALON II e di elicotteri MH-53J PAVELOW III . Da menzionarsi anche i reparti di terra predisposti all' acquisizione di obiettivi ed al controllo del tiro aereo , e gli uomini dello Special Tactics Squadron incaricati di dirigere sulle zone d' atterraggio gli apparecchi .


FORCE RECON ( U.S. MARINE CORPS ) - I marines Recon rappresentano la componente per operazioni speciali dello U.S.M.C. , venendo addestrati a condurre principalmente operazioni di ricognizione clandestina in territorio ostile . In Afghanistan hanno operato congiuntamente ai colleghi delle Marine Expeditionary Units ( M.E.U. ) delle quali sono parte integrante .



PSYCHOLOGICAL OPERATIONS ( U.S. ARMY / U.S. AIR FORCE ) - Tanto in DESERT STORM quanto nel corso di ENDURING FREEDOM , massiccio è stato l' apporto del personale addetto alle operazioni psicologiche proveniente da esercito ed aviazione . Con l' ausilio degli EC-130E COMMANDO SOLO , circa 10 ore di trasmissioni radiofoniche sono state quotidianamente diffuse nell' etere afghano allo scopo di ottenere il favore della popolazione locale e porre in evidenza le ragioni della presenza di un contingente multinazionale nel Paese ( all' avvio delle operazioni , la quasi totalità degli afghani non era infatti al corrente dei tragici eventi legati all' 11 settembre ) .

AUSTRALIA

4R.A.R. (CDO) - Al 4th Battallion Royal Australian Regiment (Commando) sono delegate le operazioni prettamente offensive. Esso è formato da un Quartier Generale di Reggimento, una Logistic Support Company (amministrazione e supporto), due Compagnie Commando, il T.A.G./O.A.T. East, un Signal Squadron ed una Operational Support Company dotata di mortai, armi controcarro e ricognitori.


S.A.S.R. ( AUSTRALIAN ARMY ) - Lo Special Air Service Regiment australiano è stato fondato il 4 settembre del 1964 con un organico di 15 ufficiali e 209 altri gradi . Il reparto è formato da un quartier generale , un Base Squadron ( amministrazione e supporto logistico ) , un Signal Squadron ( trasmissioni ) , tre Sabre Squadrons ( unità tattiche ) ed un Training Squadron ( addestramento ) . Uno dei tre Sabre Squadron è posto in allerta quale squadra antiterrorismo per operazioni su suolo nazionale , mentre i rimanenti due rimangono in stand-by per dispiegamenti operativi all' estero qualora venisse loro richiesto . L' avvicendamento dei tre squadroni avviene su base annua . Il dispiegamento operativo

 

 

CANADA

JOINT TASK FORCE 2 ( CANADIAN ARMY ) - La J.T.F.2 è posta alle dirette dipendenze del Capo di Stato Maggiore della Difesa canadese e ad essa spetta la priorità in merito agli interventi antiterrorismo su suolo nazionale , oltre a poter essere ovviamente dispiegata all' estero in qualità di forza speciale dell' esercito canadese . La J.T.F.2 , fondata nel 1993 , è di stanza ad Ottawa e dovrebbe esser costituita da circa 200 operatori suddivisi in team di consistenza variabile tra i quattro e gli otto elementi . Dal dicembre 2001 , circa trenta o quaranta militari hanno operato in sinergia con le forze speciali U.S.A. in Afghanistan . Il dispiegamento operativo




DANIMARCA

La Danimarca ha inviato in Afghanistan circa un centinaio di operatori delle proprie forze speciali , i quali risultano aver combattuto nel corso dell' operazione " ANACONDA " sulle montagne di Shahi Kot ( 160 km a sud di Kabul ) .

 

 

FRANCIA

COMMANDEMENT DES OPéRATIONS SPéCIALES - Il comando unificato delle forze speciali francesi ( fondato nel 1992 ) avrebbe inviato in Afghanistan distaccamenti del Premier Régiment Parachutiste d' Infanterie de Marine di Bayonne e gli uomini del 13e Régiment de Dragons Parachutistes ( specializzati in ricognizioni a lungo raggio ) , ma la notizia resta non confermata . Tra i 1200 operatori posti sotto il comando del C.O.S. , spiccano gli incursori di Marina del Commando Hubert ed il G.I.G.N. della Gendarmerie Nationale .



GERMANIA

DIVISION SPEZIELLE OPERATIONEN - Alla D.S.O. spetta il coordinamento di tutte le unità per operazioni speciali tedesche . Forte di 7400 uomini , ad essa fanno capo la Luftlandebrigade 26 ( aviotrasportata ) e 31 , nonchè il K.SK. ( Kommando Spezialkräfte ) . Nato nel 1994 , ma divenuto pienamente operativo solo nel 1996 , il K.SK. vede in Calw il proprio quartier generale e risulta costituito da circa 400 operatori selezionati ed addestrati sul modello dello Special Air Service britannico ( il quale ha partecipato all' organizzazione dell' unità ) . Il dispiegamento operativo

 

 

GIORDANIA

La Giordania , nazione islamica di stampo progressista e con una forte componente cristiana , ha inviato nell' estate 2002 un battaglione di forze speciali , al quale è stato affidato il compito di fornire protezione ad un ospedale da campo allestito presso Mazar-i-Sharif dalle forze armate giordane schierate con l' I.S.A.F. ( International Security Assistance Force ) in Afghanistan . Il dispiegamento operativo

 

 

GRAN BRETAGNA

" THE INCREMENT " ( SECRET INTELLIGENCE SERVICE ) - Il Secret Intelligence Service ( S.I.S. ) , meglio noto quale M.I.6 ( Military Intelligence Department 6 ) , sembra aver costituito una misteriosa unità paramilitare dal nome di "The Increment" , attingendo direttamente dalle fila dello Special Air Service ( S.A.S. ) e dallo Special Boat Service ( S.B.S. ) . Dal 1° gennaio 2002 , circa 100 ex operatori dello Special Air Service hanno ricevuto da Hereford ( sede del Reggimento ) delle missive ove veniva chiesto loro se mai potessero essere interessati ad unirsi al S.I.S. . A coronamento di ciò , veniva fornito un numero telefonico attivo proprio presso il quartier generale di Hereford per tutti coloro i quali desiderassero concretizzare l' " offerta di lavoro " . Dall' arrivo delle comunicazioni , numerosi operatori risultano aver accettato la proposta , e tale episodio potrebbe essere direttamente correlato proprio alla costituzione di " The Increment " . Dinnanzi alla preoccupante carenza di agenti addestrati alla raccolta di informazioni sul campo ( HUM.INT. , Human Intelligence ) , lamentata da buona parte dei servizi di intelligence occidentali , risulta plausibile che " The Increment " sia stata formata proprio al fine di rimediare a tale lacuna usufruendo di alcuni fra i migliori operatori delle forze d' élite britanniche .



S.A.S. ( BRITISH ARMY ) - Fondato nei primi anni '40 dal Tenente Colonnello David Stirling , lo Special Air Service rappresenta la " punta di lancia " dell' esercito britannico . Formato dai Sabre Squadrons A , B , D , G ed R ( unità tattiche ) , da un Training Squadron ( addestramento ) , dal 264th. Signal Squadron ( comunicazioni ) e da un Headquarters Squadron ( amministrazione ) , lo Special Air Service è stato dispiegato in numerose " aree calde " quali Malesia , Falkland , Irlanda del Nord , Irak e Kossovo . Lo Special Air Service è inoltre inquadrato all' interno del Directorate of Special Forces , il comando unificato delle forze speciali britanniche nato nei primi anni '90 . Il dispiegamento operativo



S.B.S. ( ROYAL MARINES ) - Lo Special Boat Service ha visto la luce sul finire degli anni '40 in seno alla Royal Marines Amphibious School , con il nome di 1st. Special Boat Section . Ad essa si sono in breve affiancate altre cinque Special Boat Section , l' ultima delle quali è stata fondata sull' isola di Malta onde condurre operazioni nel mar Mediterraneo . Nel 1975 l' unità assume il nome di Special Boat Squadron , il quale muterà in Special Boat Service dopo il 1983 . Oltre ad esser stato attivamente impegnato nelle Falkland , lo Special Boat Service risulta aver condotto operazioni di " Scud hunting " nel settore est dell' Irak meridionale , ed è anch' esso parte del Directorate of Special Forces britannico . Il dispiegamento operativo

 

 

ITALIA

L' Italia partecipa fin da subito alle operazioni con la partenza ( il 18 ottobre 2001 ) del proprio gruppo navale da Taranto , ma il mese di febbraio 2002 segna una svolta nel coinvolgimento in ENDURING FREEDOM , con l' arrivo in Afghanistan di un contingente delegato a pattugliare le montagne di Khost , sospetta ultima roccaforte di Al Qaeda . Una missione importante questa , che vede le nostre forze impegnate in un ruolo di "peace-enforcing" , e quindi non relegate ai consueti compiti di "peace-keeping" . Il battaglione operativo , denominato "NIBBIO" sarà così composto:

 

Sabato 1 febbraio 2003: gli uomini della NIBBIO, in procinto di decollare dall' aeroporto di Pratica di Mare alla volta di Kabul ( foto © Associated Press/Luciano del Castillo)

 

- tre plotoni del 9° Reggimento d' Assalto " Col Moschin "

- un distaccamento del Gruppo Operativo Incursori del COM.SUB.IN.

- tre distaccamenti del 185° Reggimento Acquisizione Obiettivi

- un plotone del 1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti " Tuscania "

- cinque compagnie di Alpini Ranger del 9° Reggimento " Monte Cervino "

- una compagnia controcarri

- una compagnia mortai pesanti

- una compagnia genio guastatori

- una compagnia N.B.C.

- una compagnia trasmissioni

- una compagnia comando e servizi

- un plotone sanità

- un plotone trasporti

- un plotone di commissariato

La missione avrà termine a settembre 2003 .

 

A metà giugno 2003, gli uomini della "Nibbio" sono stati sostituiti dalla Task Force "Nibbio 2". Alle "penne nere" del 7° Reggimento Alpini, sono subentrati i paracadutisti del 187° della Brigata "Folgore" (comprendente una compagnia mortai). Avvicendamento anche per gli Alpini Rangersdel "Monte Cervino", mentre il Col Moschin vedrà ridotta la propria presenza da tre a due plotoni. Ad avvicendarsi saranno anche gli operatori del G.O.I. del COM.SUB.IN. e tutti gli altri reparti restanti. In ultimo, il Generale Battisti (con all' attivo già due cicli operativi in Afghanistan) riceverà il cambio da parte dell' attuale Comandante della Brigata "Folgore", il Generale Marco Bertolini, già veterano di Libano (ove era al comando del Col Moschin), Somalia e Balcani. I nostro uomini continueranno nel pattugliare l' area GRIZZLY (fra i capoluoghi di provincia di Khowst e Gardez), sul confine con il Pakistan, una delle zone più calde del Paese a causa della presenza di terroristi, fondamentalisti islamici e briganti.

 

Domenica 20 luglio 2003, viene fatto registrare un attentato contro una pattuglia della Task Force "Nibbio 2", venti chilometri a sud-est della città di Gardez . Un mezzo con a bordo quattro parà della 4a Compagnia del 187° Reggimento della Brigata "Folgore", alle ore 14:00 locali, è uscito fuori strada dopo l' esplosione di una mina (forse radiocomandata) situtata dinnanzi al mezzo. Pronta la reazione dei militi i quali, seppur feriti, hanno aperto il fuoco in direzione della presunta minaccia, sganciandosi anche con l' aiuto di cortine fumogene. I quattro sono stati successivamente evacuati grazie all' intervento di elicotteri statunitensi. I militari feriti sono i Caporal Maggiori Scelti Vito Michele Mucci e Giampaolo Corbisiero, il Primo Caporal Maggiore Vito Fumai e il Caporale Roberto Parente. Dai primi accertamenti medici, risulta che i quattro parà abbiano fortunatamente riportato "solo ferite di lieve entità".

 

Giovedì 24 luglio, si è sfiorato un ulteriore attentato ai danni dei ragazzi della "Nibbio 2". Un militare afghano ha fermato un uomo in procinto di nascondere una bomba artigianale in una catasta di legna sulla strada Khost-Gardez, a nord della Base Salerno. Nel mentre, nel corso di un' operazione condotta presso Arabkel (Gardez), è stato ritrovato e distrutto (con l'aiuto degli artificieri del Genio) un arsenale con 400 proiettili per mortai, 520 proiettili d’artiglieria, 150 razzi da 107 mm e 500 ordigni di vario tipo. L'area è stata successivamente controllata con i cani anti-esplosivo delle unità E.O.D./B.O.E..

 

Parà appartenenti alla terza squadra del plotone GRIFI della Brigata Folgore, pattugliano le strade di Khost. Il milite in primo piano è armato di una mitragliatrice di squadra GPMG 42/49 (Foto tratta da Panorama del 10/07/03)Luglio/ agosto 2003, Gardez, operazione "WARRIOR SWEEP": il 27 luglio gli operatori della 50ma Compagnia del 187° Reggimento Paracadutisti "Folgore", hanno rinvenuto nell' area di Gardez un deposito illegale di armi e munizioni, il quarto in meno di due settimane ed il più cospicuo ritrovato fino ad oggi dalla Task Force. Sono stati recuperati tra l’altro 2 fucili di precisione, un RPG con 30 razzi, mitragliatrici, 3 mortai da 82 con relativo munizionamento, razzi, 30 casse di munizioni per mitragliatrici, 2 cannoni senza rinculo da82 mm completi di 15 colpi. All’operazione hanno partecipato anche gli uomini del Nucleo E.O.D./B.O.E., dell' 80° Reggimento Genio Paracadutisti e del 100° Reggimento Guastatori di Cremona. Grazie ad autocolonne armate (Ground Assault Convoy), sono stati allestiti check-point mobili. Al termine delle operazioni, saranno sette i depositi di armi e munizionamento ad esser scoperti. Tali ritrovamenti sono stati resi possibili dalla continua attività HUM.INT. (Human Intelligence) effettuata dagli uomini del G.O.I. del COM.SUB.IN. e del 9° Reggimento "Col Moschin" nel corso dell' operazione "LUNA ROSSA", nonchè per mezzo del clima di collaborazione instauratosi con i locali. Importanti, a tale scopo, sono state infatti le operazioni "hearts and minds", volte a guadagnare l' appoggio e la fiducia dei civili. La nostra Task Force è da tempo impegnata nell' invio di medici, veterinari, dentisti e logisti presso i villaggi del proprio settore di responsabilità, che con la propria presenza contribuiscono alle necessità dei bisognosi (sono state effettuate oltre 500 visite mediche, anche grazie alla presenza di personale sanitario femminile). Tra giugno e agosto sono stati distribuiti quasi 5.000 litri di latte, 1.500 chili di riso, 2.000 pacchi di biscotti, 7.500 litri di acqua potabile e decine di attrezzi da lavoro. Sono state inoltre consegnate alle scuole della zona di Khost 20.000 unità di materiale da cancelleria.

 

Domenica 3 agosto, un ordigno è esploso poco prima del passaggio di una pattuglia italiana nei pressi di Gardez, lungo lo stesso itinerario dell'imboscata del 20 luglio scorso. I militari stavano effettuando una ricognizione nell'area, quando l'ordigno è esploso poco prima del passaggio del' automezzo, senza causare danni all' equipaggio. Conseguentemente, sul luogo dell'imboscata, sono intervenuti gli artificieri del Nucleo E.O.D./B.O.E.e gli operatori del "Col Moschin", onde rinvenire elementi utili all' individuazione dei responsabili del gesto. Dopo l' attentato, la pattuglia ha proseguito regolarmente con la propria missione.




Il 15 settembre 2003, si è conclusa la missione della Task Force "Nibbio" in Afghanistan. Pubblichiamo, a seguire, il relativo comunicato stampa emanato dall' Ufficio Pubblica Informazione dello Stato Maggiore Difesa.

 


Operatori del Col Moschin, inquadrati nella Task Force NIBBIO2, durante un' operazione di pattugliamento delle gole fra Afghanistan e Pakistan a bordo di una Land Rover W.M.I.K. (Weapon Mounted Installation Kit)"15 Settembre - L’ ultimo GAC (Ground Assault Convoy) di 30 mezzi pesantemente armati ha oltrepassato il passo di Gardez, teatro negli ultimi decenni di furiosi combattimenti tra mujhaiddeen e sovietici prima e tra mujhaiddeen e talebani piu’ di recente, raggiungendo l’aeroporto di Bagram a nord di Kabul. Attraversando quest’area pericolosissima, nella quale i paracadutisti della "Folgore" hanno dovuto fronteggiare duri momenti di tensione, come quelli delle imboscate subite (20 luglio e 2 agosto) e dei numerosi sequestri e distruzioni di depositi di armi delle milizie ostili alla Coalizione, nonché del lancio di razzi che due giorni fà hanno colpito l’area perimetrale della base, la Task Force Nibbio ha così lasciato definitivamente la “Conca di Khowst”, nella quale i militari italiani hanno operato per oltre sei mesi. Quest’ultima attività di elevato profilo operativo per i rischi che comportava a causa delle numerose RCIED (bombe interrate e radio comandate a distanza) segnalate nell’area, ha concluso con un’ulteriore dimostrazione di coraggio e di preparazione tecnica la parte piu’ impegnativa della missione, che prevede ora le sole attività logistiche connesse con il complesso rientro in Patria.In questo impegnativo periodo, i paracadutisti italiani hanno condotto oltre 150 pattugliamenti a largo raggio, integrati da 50 raids condotti dalle Forze Speciali del “Col Moschin” e del COMSUBIN. A queste attività hanno partecipato anche gli alpini paracadutisti del “Monte Cervino” ed i carabinieri paracadutisti del “Tuscania”, soprattutto per fornire sicurezza agli specialisti impegnati nelle pericolose attività umanitarie sul territorio".

 

Operatore del Col Moschin scruta il tereno circostante da un' altura. L' Incursore è armato di mitragliatrice di squadra Minimi in cal 5,56X45mm NATO con caricatore a scatola e visore notturno


"Gli uomini del Colonnello Federico D’Apuzzo, Comandante della Task Force, hanno inoltre condotto oltre 15 operazioni di varia tipologia. Tra le più complesse ricordiamo l’Haven Denial, che ha visto l’impiego continuativo sul terreno di circa 300 paracadutisti italiani per quasi un mese, e la Warrior Sweep. Solo durante quest’ultima, finalizzata ad ostacolare il movimento di milizie anti-coalizione ed interdire l’uso da parte loro della rotabile Khowst-Gardez, sono stati smantellati 7 depositi illegali di armi e munizioni, controllati piu’ di un migliaio di veicoli e circa 1500 persone tra cui 300 donne grazie all’impiego di paracadutiste nei check point.L’ultimo impegno in ordine di tempo è stato l’operazione di sensibilizzazione della popolazione, che ha portato da sola al rinvenimento e distruzione di ingenti quantitativi di armi e munizioni tra cui oltre 1200 tra bombe da mortaio e granate di vario calibro, 250 mine, vari chilogrammi di tritolo, quasi 300 razzi ed oltre 390 bombe a mano. A favore della popolazione sono state svolte decine attività a carattere umanitario in ospedali, orfanotrofi ed istituti di istruzione. In più occasioni, si è rivelata utile la componente femminile del Contingente per stabilire un clima di fiducia e di rispetto reciproco soprattutto a contatto con la popolazione femminile. Il Contingente ha garantito almeno 20 scorte a favore della GO “Cooperazione Italiana” che opera permanentemente nella zona di Khowst, mentre i nostri medici e veterinari hanno partecipato a 50 team village (visita ad un villaggio specifico con donazione di aiuti umanitari e prestazioni sanitarie a favore della popolazione) e circa una ventina di Team Role 1 presso gli ospedali di Khowst. In tal caso si trattava di consulenza al personale medico civile e la condotta diretta di interventi di macro e micro chirurgia, ortopedia e di varia natura traumatologica".

 

Operatori del Col Moschin in pattugliamento sul confine con il Pakistan a bordo delle Land Rover W.M.I.K. (Weapon Mounted Installation Kit) Operatori del Col Moschin in pattugliamento sul confine con il Pakistan a bordo delle Land Rover W.M.I.K. (Weapon Mounted Installation Kit). Si noti il visore notturno sulla Browning cal.50 in 12,7mm

 

"A fronte di episodici atti ostili, i paracadutisti del 187° Reggimento Folgore hanno saputo reagire con determinazione e misura. Non c’è alcun dubbio che questa esperienza ha costituito un serio banco di prova per il Contingente Italiano, imponendo i nostri militari all’ammirazione generale. In tutto il periodo non è mai avvenuto neppure un gesto di intolleranza nei confronti degli italiani da parte della popolazione civile, mentre è evidente la soddisfazione dei vertici militari della Coalizione, per l’elevata professionalità da loro dimostrata in operazioni oltre che nella quotidiana gestione di situazioni alquanto rischiose. In sintesi, il bilancio è certamente positivo, a conferma delle aspettative riposte dal Ministro Martino e dal Governo nei contingenti che hanno operato nella missione “Nibbio”. Ad essi ed alle loro quotidiane attività, certamente non prive di rischi, è sempre stata assicurata la più ampia attenzione, il massimo sostegno e l’incoraggiamento da parte del Ministro della Difesa, nella convinzione che il complesso cammino per aiutare l’Afghanistan ad uscire dalla spirale di violenza verso un futuro di pace e di stabilità non è percorribile senza il contributo militare, sul doppio binario di “Enduring Freedom”, in cui si è inquadrata la missione “Nibbio”, e di ISAF.In questa difficile missione in Afghanistan le truppe italiane, alle quali mai è mancato il pieno appoggio morale dei cittadini italiani, hanno ancora una volta saputo dare ottima prova delle proprie capacità operative, alle quali si accompagna il profondo rispetto della cultura e delle tradizioni delle popolazioni locali. Ulteriore ed inatteso apprezzamento è pervenuto in ambito ONU sia dal Sottosegretario Generale e Direttore Esecutivo dell’Agenzia per la lotta alla droga ed alla criminalità, Dott. Antonio Maria COSTA, sia dai rappresentanti dell’UNAMA ( Missione delle Nazioni Unite a sostegno dell’Afghanistan) che hanno definito il modus operandi della Task Force Nibbio 2 una vera conquista delle menti e dei cuori. La presenza militare italiana in Afghanistan non si conclude con la prossima partenza del contingente “Nibbio”, la cui permanenza era prevista, come è stato, per una durata di sei mesi, sulla base di un programma, fin dall’inizio prefissato, di rotazione delle forze dei Paesi che aderiscono alla coalizione internazionale contro il terrorismo.L’Italia resta presente in Afghanistan con i circa 500 militari inquadrati nell’operazione “ISAF” e con il personale dell’Aeronautica di base a Manas, a testimonianza della continuità dell’impegno italiano in favore della riedificazione della Nazione afghana".



9° RGT. D' ASSALTO " COL MOSCHIN " ( ESERCITO ITALIANO ) - Gli Incursori del Col Moschin sono gli eredi dei commandos Arditi del primo conflitto mondiale . Con sede presso la Caserma Vannucci di Livorno , il Reggimento si articola in una Compagnia Comando , una Compagnia Trasmissioni , una Compagnia L.R.R.P. ( ricognizioni a lungo raggio ) , un Battaglione Incursori ( componente offensiva ) , ed il R.A.F.O.S. ( Reparto Addestramento Forze Operazioni Speciali ) di San Rossore . Il dispiegamento operativo



COM.SUB.IN. ( MARINA MILITARE ) - Il Comando Subacquei e Incursori si avvale del G.O.I. ( Gruppo Operativo Incursori ) onde porre in essere operazioni di antiterrorismo marittimo , sabotaggi , ricognizioni a lungo raggio , acquisizione obiettivi , liberazione ostaggi ed ogni altra attività attinente alla dottrina della guerra non convenzionale ( fatta eccezione per l' addestramento di forze rivoluzionarie in Paesi stranieri ) . Con sede presso la fortezza del Varignano ( La Spezia ) , il G.O.I. si avvale di circa 200 uomini , pronti , se necessario , a perpetrare le eroiche gesta dei propri predecessori , i Gamma della Decima Flottiglia M.A.S. . Il dispiegamento operativo




G.I.S. ( ARMA DEI CARABINIERI ) - Il Gruppo d' Intervento Speciale è un' unità con funzione antiterrorismo e di supporto ai reparti territoriali fondata il 6 febbraio 1978 in seno all' Arma dei Carabinieri . Ha all' attivo numerose operazioni volte tanto alla liberazione di ostaggi quanto all' esecuzione di mandati di arresto " ad alto rischio " . Tra i dispiegamenti operativi all' estero , ricordiamo la presenza in Albania ( 1997 ) nell' ambito dell' operazione "ALBA" . Il dispiegamento operativo




185° R.A.O. ( ESERCITO ITALIANO ) : Il 185° Reggimento Acquisizione Obiettivi fa parte dal novembre 2002 delle Forze per Operazioni Speciali. Nato dal 185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti "Folgore", a fronte della necessità di disporre di un reparto specializzato nella sorveglianza di obiettivi nemici e nella direzione del tiro per artiglieria campale, mezzi aerei e navali, vede la propria componente operativa nel 1° Gruppo Acquisizione Obiettivi, suddiviso in tre Batterie Acquisizione Obiettivi, denominate rispettivamente "Draghi", "Aquile", e "Diavoli". Dal febbraio 2003, elementi del Reggimento sono dispiegati in Afghanistan a seguito della task force "NIBBIO". Il dispiegamento operativo




BATTAGLIONE ALPINI RANGERS " MONTE CERVINO " ( ESERCITO ITALIANO ) : Il 1° aprile 1964 si costituisce la Compagnia Alpini Paracadutisti, che dal 1° gennaio 1990 assume la denominazione di Compagnia Alpini Paracadutisti "Monte Cervino". Il 14 luglio 1996 la compagnia è inserita nel Battaglione Alpini Paracadutisti "Monte Cervino". I suoi operatori, dopo aver assunto la qualifica di Rangers, entreranno a far parte delle Forze per Operazioni Speciali. Il dispiegamento operativo



1° REGGIMENTO CARABINIERI PARACADUTISTI " TUSCANIA " ( ARMA DEI CARABINIERI ) : Il "Tuscania" vede la luce il 1° ottobre 1975 quale Battaglione nell' ambito della Brigata Paracadutisti "Folgore". Nel giugno 1996 assumerà la denominazione di Reggimento, per poi svincolarsi dalla "Folgore" nel 2002 a seguito della nomina dell' Arma dei Carabinieri a quarta forza armata italiana. Fucina ideale per gli operatori del G.I.S., i suoi uomini verranno dispiegati in Afghanistan dal gennaio 2002, mentre nel febbraio 2003 un plotone sarà distaccato con la task force "NIBBIO", incaricata di eliminare le ultime sacche di resistenza nemiche sulle montagne di Khost, sul confine orientale del Paese. Appare necessario specificare come il "Tuscania" non sia una forza speciale. Il dispiegamento operativo


 

NORVEGIA

La Norvegia ha contribuito all' operazione ENDURING FREEDOM dispiegando un contingente di 70 / 80 operatori provenienti dalle forze speciali di Esercito e Marina . Nel mese di marzo 2002 gli uomini hanno preso attivamente parte all' operazione " ANACONDA " sulle montagne di Shahi Kot ( 160 km a sud di Kabul ) , venendo in seguito ritirati dall ' Afghanistan nella tarda primavera , vista probabilmente la maggior efficenza dei reparti ad operare in climi invernali .




NUOVA ZELANDA

N.Z.S.A.S. ( NEW ZEALAND ARMY ) - Il New Zealand Special Air Service è stato formato nel 1955 dal Maggiore Frank Rennie onde fornire supporto allo Special Air Service britannico impegnato in Malesia contro formazioni terroristiche comuniste . Di stanza presso la base militare di Papakura , l' unità consta di un quartier generale , due Sabre Squadron ( unità tattiche ) ed un' unità addestrativa .




POLONIA

G.R.O.M. ( MINISTERSTWO OBRONY NARODOWEJ ) - Fondato il 13 giugno 1990 dal Ministro degli Interni Krysztof Koslowski e posto sotto il Ministero della Difesa ( Ministerstwo Obrony Narodowej ) dal 1mo ottobre 2000 , il Grupa Reagowania Operacyjno Mobilnego ( G.R.O.M. , " tuono " in lingua polacca ) è costituito dai migliori operatori di forze speciali provenienti da Esercito e Marina . Organizzato in maniera simile alla Delta Force statunitense ed allo Special Air Service britannico ( dai quali è stato preparato ) , il reparto si avvale di un processo di selezione dei propri uomini impiegato dal G.S.G.9 tedesco e dallo stesso S.A.S. . Il G.R.O.M. è composto da un Quartier Generale e Servizio Supporto ( H.S.S. ) , un A-Squadron ( operazioni terrestri ) ed uno Squadrone Marittimo , e dal febbraio / marzo 2002 affianca in Afghanistan le forze della Coalizione . Il dispiegamento operativo


FORMOZA ( MARYNARKA WOJENNA ) - Il Grupa Specjalna Pletwonurków " FORMOZA " è stato fondato nel 1975 e costituisce la componente per operazioni speciali della Marynarka Wojenna ( la Marina Militare polacca ) . Formato da circa 50 operatori , si avvale di armamento polacco ( Glauberyt , Beryl , Mini Beryl ) e russo ( AKMS , PK ) . I subacquei dell' unità possono operare fino a cinquanta metri sotto il livello dell' acqua . Il dispiegamento operativo




TURCHIA

La Turchia si è distinta quale primo Paese a maggioranza musulmana ad aver inviato proprie forze a supporto dell' operazione ENDURING FREEDOM , decisione questa probabilmente dettata dall' esigenza di accelerare l' entrata del Paese nell' Unione Europea . Il dispiegamento operativo

 

Il contributo di alcune delle forze di terra alleate secondo dati aggiornati al marzo 2002 (fonte U.S. Department of Defense / Jane' s)

PAESE TIPO DI REPARTO CONSISTENZA
Australia Forze Speciali 150
Canada Fanteria Leggera 690
Forze Speciali 40 ( circa )
Danimarca Forze Speciali 100 ( circa )
Francia Forze Speciali Non pervenuto
Germania Forze Speciali Non pervenuto
Nuova Zelanda Forze Speciali Non pervenuto
Norvegia Forze Speciali 70 ( circa )
Gran Bretagna Forze Speciali Non pervenuto


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