Brigate Rosse (B.R.)

Pseudonimi: Partito Comunista Combattente, Unione dei Combattenti Comunisti, Brigate Rosse per la Costruzione del Partito Comunista Combattente, Nuove Brigate Rosse.

Nota storica: organizzazione terroristica di stampo marxista-leninista fondata nel 1969 ed il cui obiettivo è quello di creare uno stato rivoluzionario attraverso la lotta armata e di allontanare l' Italia dall' orbita N.A.T.O. L' idea del "partito armato" nacque veramente solo a metà anni '70, nelle sezioni del Partito Comunista Italiano (P.C.I.) di Reggio Emilia e con la consulenza di ex partigiani. Nel 1984 le B.R. si scissero nel Partito Comunista Combattente e nell' Unione dei Combattenti Comunisti. A fine anni '90 compaiono le Brigate Rosse per la Costruzione del Partito Comunista Combattente, le quali si renderanno responsabili degli omicidi di Massimo D' Antona e Marco Biagi (consulenti del Ministero del Lavoro), rispettivamente nel 1999 e nel 2002. Ma la folle corsa delle Nuove Brigate Rosse, verrà drammaticamente fermata la mattina del 2 marzo del 2003. Gli agenti della Polfer Emanuele Petri, Bruno Fortunato e Giovanni Di Fronzo, chiedono i documenti ad un uomo e ad una donna su di un treno in località Castiglion Fiorentino. La coppia reagisce dando inizio ad un conflitto a fuoco, nel corso del quale resta ucciso il Sovrintendente Petri e viene abbattuto il brigatista Mario Galesi. La sua complice, Nadia Desdemona Lioce viene arrestata. Dalle successive indagini scaturirà che essi costituivano i vertici delle nuove B.R., le quali (dal 2002 al 2004) vedranno finire dietro le sbarre anche Roberto Morandi, Marco Mezzasalma, Diana Blefari Melazzi, Simone Boccaccini e Cinzia Banelli. Sarà proprio quest' ultima, decisa a collaborare, ad imprimere una svolta alle indagini sulle Nuove B.R. Per l' omicidio Biagi, Nadia Desdemona Lioce, Roberto Morandi, Marco Mezzasalma, Diana Blefari Melazzi e Simone Boccaccini saranno condannati all' ergastolo. La Banelli se la caverà con sedici anni di reclusione, in virtù della collaborazione offerta. Nel corso del processo per l' omicidio del Sovrintendente Petri, Bruno Fortunato (rimasto gravemente ferito nel corso della sparatoria sul treno), ha così commentato il tragico episodio :"Il mio rammarico più grande? Non aver sparato, non aver ucciso Nadia Desdemona Lioce che mi puntava contro la pistola tolta a un collega e che non è riuscita ad ammazzarmi solo perché aveva la sicura."

Attività: le B.R. della "vecchia guardia" si concentravano sul rapimento e sull' assassinio di esponenti del Governo italiano, del settore privato, di giudici, di avvocati, di rappresentanti delle forze dell' ordine e di giornalisti. Tristemente noto il rapimento e l' assassinio a Roma dell' Onorevole Aldo Moro nel 1978, come anche il rapimento del Generale statunitense James Dozier nel 1981 a Padova (successivamente liberato dal N.O.C.S. della Polizia di Stato). Le B.R. hanno inoltre rivendicato l' uccisione di Leamon Hunt, comandante statunitense della Sinai Multinational Force and Observer Group, nel 1984. A partire dal 1988, le Brigate Rosse sono state inattive, anche grazie agli arresti effettuati dalle polizie italiane e francesi nel 1989. A partire da metà anni '90, si è assistito ad una progressiva ripresa della lotta armata, a causa delle attività delle "nuove leve" facenti parte delle Brigate Rosse per la Costruzione del Partito Comunista Combattente (note anche come Nuove B.R.). Il loro primo atto è l' uccisione del Professor Massimo d' Antona, il 20 maggio 1999 in via Salaria (Roma). D' Antona era collaboratore del Ministero del Lavoro. Il 19 marzo 2002 viene invece assassinato a Bologna il Professor Marco Biagi, anch' egli consulente del Ministero del Lavoro ed all' opera sulla riforma del mercato del lavoro.

Consistenza numerica: all' epoca del sequestro Moro, la forza delle B.R. era stimata tra le 400 e le 500 unità, oltre ad un numero imprecisato (ma indubbiamente molto ampio) di simpatizzanti. All' inizio degli anni '90, la loro consistenza era ridotta a circa una cinquantina di elementi. Attualmente le Nuove B.R. conterebbero forse una dozzina di membri ancora in libertà e di una base di supporto imprecisata.

Area d' operazioni: Italia centrale e settentrionale, con alcuni membri latitanti in Francia ed in stati del Sud America.

Aiuti esterni: è estremamente probabile che il Partito Comunista Italiano (P.C.I.) di Berlinguer abbia a più riprese offerto protezione a diversi brigatisti in fuga all' estero. Ad aver gettato luce sui rapporti tra P.C.I. e Brigate Rosse è stato, nell' ottobre 2000, Alvaro Loiacono, condannato per l' omicidio Moro e la strage di via Fani (era uno dei nove del commando), del giudice Girolamo Tartaglione e dello studente di destra Miki Mantakas ed arrestato in Corsica nel giugno del 2000 (successivamente rimesso in libertà dalla giustizia francese ed attualmente latitante in Francia). In un' intervista rilasciata dopo la sua cattura, Loiacono spiega come riuscì a fuggire dall' Italia per riparare in Algeria nei giorni successivi all' omicidio Moro. Ad aiutarlo fu "una presentazione ufficiale del P.C.I. al Fronte di Liberazione Nazionale algerino. Se ne occupò mio padre, Geppo Loiacono, iscritto al Partito Comunista dagli anni cinquanta, che contattò le persone giuste nel partito per procurarmi le raccomandazioni con gli algerini (...) Ho il sospetto che siano altri ad avere interesse a non affrontare i nodi di quegli anni, a cominciare dall' ex P.C.I., forse per la paura che esca qualche scheletro dall' armadio." La sinistra italiana, in merito alle dichiarazioni di Loiacono, ha ritenuto maggiormente conveniente opporre un muro di silenzio. In Algeria Loiacono resterà per quattro anni, per poi spostarsi in Brasile ed infine in Svizzera. Oltre agli aiuti interni, sembra che le Bigate Rosse originali, avessero ottenuto armi da gruppi similari dell' Europa Occidentale e dall' O.L.P. di Yasser Arafat. Per quanto concerne le nuove Brigate Rosse, non è (allo stato attuale) ancora stato accertato alcun legame con soggetti esterni, anche se forte è il supporto proveniente dalle basi sindacali e studentesche, le quali rappresentano un ricco bacino di reclutamento per l' organizzazione. Si noti come, il 20 maggio 2005, in occasione della commemorazione dell' omicidio D' Antona in via salaria (Roma), giovani attivisti distribuissero il giornale "Lotta Comunista" dinnanzi all' entrata della Facoltà di Sociologia dell' Università "La sapienza" (a pochi passi dal luogo dell' omicidio). Sempre dinnanzi allo stesso ateneo, la sera dell' assassinio del Professor Marco Biagi, rappresentanze dell' estrema sinistra studentesca davano luogo ad un volantinaggio contro la modifica dell' art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, sul quale era al lavoro lo stesso Biagi. Coincidenze si, ma che danno da pensare.



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