
Il profilo d' impiego di una forza speciale, impone da sempre che i propri membri esibiscano un' ampia familiarità con ogni tipo di sistema d' arma esistente. Che si operi nelle profondità di una giungla, fra le sabbie del deserto od all' interno di un contesto urbano, il professionista delle forze speciali potrebbe trovarsi nella necessità di dover impiegare armamenti in dotazione al nemico. Ecco quindi che nelle armerie dei maggiori reparti per operazioni speciali del mondo, trovano spazio non solamente quelle armi che vengono più tipicamente impiegate, ma anche una vasta gamma di pistole, pistole mitragliatrici, fucili a pompa e di precisione, mitragliatrci e via dicendo, in uso in diverse aree del globo. Questo tipo di arsenale, viene di norma mantenuto a fini didattici, ma può divenire passibile di utilizzo, qualora necessario.
Tra le armi più "classiche" in uso presso il 9° Reggimento, troviamo la classica Beretta 92FS in 9mm., quale arma da fianco ed elemento imprescindibile del kit di ciascun operatore. Ad ogni pistola può inoltre essere applicata una torcia del tipo Sure Fire, od un ottica a punto rosso visibile. Tra le pistole mitragliatrici, non possiamo non trovare la famiglia MP5 della Heclker&Koch in cal 9mm., la quale ha sostituito la Beretta PM-12, dopo anni di onorato servizio. Le MP5 sono presenti in praticamente tutte le versioni, tra le quali vale la pena ricordare la SD con silenziatore integrato, la compatta K (Kurtz) ed il modello 51, il quale differisce dalle precedenti versioni, in quanto camerato per il cal. 5,56X45mm NATO. Anche per le pistole mitragliatrici, sono disponibili (tra gli altri) torce, ottiche a punto rosso visibile, ottiche EOTech Mod 550 HD, Holosight, Aimpoint M-68 a punto rosso visibile solo attraverso l' ottica e Trijicon ACOG. Per quanto concerne i fucili d' assalto, l' uso del pesante Beretta SCP-70/90 in cal.5,56X45mm. NATO per truppe paracadutiste, è decaduto in favore della carabina Colt CAR M4, munita del kit modulare S.O.P.MOD. (Special Operation Peculiar Modification), il quale consente l' applicazione di differenti ausili tecnici, a seconda del profilo di missione. Una delle caratteristiche più rilevanti della configurazione S.O.P.MOD., è comunque quella di consentire il montaggio di una impugnatura anteriore (anche in presenza del tromboncino lancia granate M-203, possibiltà inizialmente preclusa), permettendo indubbiamente un maggior controllo dello spostamento della canna dell' arma in fase di sparo.
Interessante anche la presenza, sempre per quanto concerne i fucili d' assalto, dello Stoner SR-47 (prodotto dalla statunitense Knight's Armament), una sorta di variante del CAR M4-A1, ma camerato per il cal.7,62X39mm. La scelta di usufruire di un calibro così elevato (tipico dell' AK-47 Kalashnikov), è stata dettata dagli odierni teatri operativi mediorientali ove, una volta eliminato un oppositore armato di Kalashnikov), si può usufruire dei caricatori non utilizzati da questo. L' SR-47 è infatti nato da una richiesta precisa da parte dello U.S.S.O.COM. (United States Special Operations Command) all' indomani dell' 11 settembre, tanto che Knight's Armament ha consegnato alle forze speciali statunitensi il primo lotto di sei fucili già nel gennaio 2002. Un discorso a parte merita il fucile d' assalto austriaco Steyr AUG in cal.5,56X45mm., il quale ha dato buona prova di se nelle giungle di Timor Est, ma che si è dimostrato del tutto inaffidabile in ambienti ad elevata presenza di polveri e sabbie (fonti di Corpi d' élite.net affermano che in Afghanistan si è registrato l' inceppamento del 96% degli Steyr, tanto che essi sono stati immediatamente sostituiti dal Colt CAR M4 e non hanno mai visto servizio in Iraq con gli Incursori). Nel 2005, a scopo valutativo, il Reggimento ha ricevuto un piccolo lotto di fucili d' assalto FN Herstal P-90 in cal.4,7X57mm. e di pistole mitragliatrici Heckler&Koch in cal.9mm.

Per quanto riguarda i fucili a pompa, dopo un primo periodo nel corso del quale il semi automatico Franchi SPAS ha visto largo impiego, gli Incursori si affidano oggi prevalentemente al Benelli M4 Super 90 ed al Beretta RS202, in virtù dello sbilanciamento di peso che affligge anteriormente lo SPAS. Tra i fucili di precisione troviamo l' Heckler&Koch G3/SG1 (anche impiegabile, in caso di necessità, quale un normale fucile d' assalto), PSG1 ed l' MSG90 in cal.7,62X51mm. NATO, i Mauser SP66 ed SP86 a ripetizione ordinaria cal.7,62X51mm. NATO (308 Winchester). Degna di nota la presenza dei britannici Accuracy International in cal.338 Lapua Magnum (disponibile anche nella versione silenziata AWP), nonché dei Sako TRG-21, sempre in 338 Lapua Magnum. Presente anche il Barrett M82A1 in cal.21,7mm., normalmente impiegato per il cecchinaggio pesante ed efficace fino a 2000 metri di distanza. Per quanto concerne le mitragliatrici di squadra, troviamo la FN Minimi in cal.5,56X45mm. NATO, la Browning M2 ed M-60 A4 (quest' ultima giunta in reparto nel 2004) ed MG 42/59 da 12,7mm. Per quanto riguarda i lancia granate, è in uso il Granatpistole HK69A1 da 40 mm e l' M203, mentre per un supporto di fuoco maggiore, sono presenti gli Instalaza C-90 ed i Panzerfaust 3, nonché il classico Milan in dotazione alla Brigata Paracadutisti "Folgore", destinato ad essere rimpiazzato da un limitato numero di sistemi di terza generazione “fire and forget” Gill, di fabbricazione israeliana. A tale armamentario, si aggiungono le bombe a mano del tipo SRCM ed OD82 e le granate stordenti Flashbang. Gli apparati di puntamento e di visione notturna, vedono la presenza (oltre a quelli precedentemente citati) dei proiettori laser AIM-1D, da impiegarsi di notte unitamente ai visori Simrad GN3 norvegesi ed ai Litton AN/PVS-7B/D, (monoculari di seconda generazione avanzata) ed AN/PVS-15 (binoculari di terza generazione). Per l' applicazione ai sistemi d' arma tramite apposita slitta, troviamo invece l’ intensificatore di luminosità KN250F, prodotto da Simrad. in virtù dei delicati compiti di raccolta informazioni nei quali può vedersi coinvolto il Reggimento, sono inoltre disponibili le camere termiche portatili Sophie e Matis, rispettivamente prodotte da Thamson-CSF e Sagem. Per le comunicazioni, vengono impiegati gli apparati standard, oltre a radio VHF Motorola per trasmissioni a breve raggio tra i distaccamenti operativi, una stazione HF della Thomson in grado di cifrare i messaggi, e sistemi per le trasmissioni terra-aria e satellitari.

La mobilità terrestre è assicurata dalla presenza delle tradizionali jeep IVECO VM-90, nonchè delle Land Rover DEFENDER 90WMIK (Weapon Mounted Installation Kit), le quali possono esser munite di mitragliatrici Browning M2 o lanciagranate Sako MK19 da 40 mm. (in grado anche di fornire tiro "a parabola", utile per battere le postazioni nemiche con un pesante fuoco di soppressione), e trasportabile dagli elicotteri CH-47 in un numero di due unità per apparecchio. Le nuove DEFENDER sono inoltre caratterizzate dall' assenza di sportelli e parabrezza, e sono dotate di un robusto roll-bar a proteggere il posto guida. Interessante notare come esse abbiano visto il loro primo impiego operativo nell' ambito della missione afghana della Task Force "NIBBIO".
Per ciò che riguarda i battelli, la punta di diamante è sicuramente costituita dai gommoni autogonfianti Zodiac Commando muniti di fuoribordo da 40 cavalli, e dai gommoni a chiglia rigida Zodiac Hurricane, in grado di trasportare un distaccamento operativo al completo, oltre al pilota ed al mitragliere di prua. Sono muniti di due fuoribordo da 175 cavalli in grado di raggiungere i 50 nodi con un' autonomia di 180 miglia, G.P.S., 2 bussole, radar, Loran, e montano a prua una mitragliatrice da 12,7 mm., od un lanciagranate automatico da 40 mm.. Il pilota è munito di caschetto protettivo, all' interno del quale è possibile siano integrati gli apparati di comunicazione radio VHF/HF. Tra le altre imbarcazioni, troviamo canoe Hart, R.I.B. (Rigid Inflatable Boat) prodotti dalla Plasteco, escafi a chiglia rigida con fuoribordo. Dal 1996 sono operativi presso il reparto un certo numero di deltaplani muniti di motori Rotax a due tempi (uno per apparecchio) e voluti nel 1991 dal Ten. Col. Giulio Ottaviani, con il fondamentale contributo della Medaglia d' Oro al Valor Militare Stefano Paolicchi, il quale cadrà nell' adempimento del proprio dovere a Mogadiscio il 2 luglio 1993. Essi possono svolgere ottimamente compiti di ricognizione, acquisizione obiettivi, ed infiltrazione/esfiltrazione di personale. Viste le ridotte dimensioni, ed i costi di acquisizione e manutenzione molto contenuti, rappresentano uno strumento versatile che trova però limiti d' impiego nelle condizioni meteorologiche e nella scarsa resistenza al tiro di armi leggere (la sua traccia radar e termica è comunque notevolmente ridotta). Per maggiori informazioni sull' impiego di questo mezzo, rimandiamo all' articolo "La Folgore in Delta", ricordando che il pezzo in questione risale al 1996.

NOTA: Corpi d' élite.net desidera ringraziare il Signor Iacopo Maria D' Anella per aver contribuito all' allestimento di questa pagina.
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